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da "La Provincia di Varese" del 9 ottobre 2005, pagina 35
Flavio Oreglio, il laboratorio del cabaret
"Amo Zelig, ma qui a Verghera avete uno dei templi della comicità dove studiare e creare"
E' partito al Caffè Teatro di Verghera di Samarate il "Musicomendians lab": Direttore artistico è Flavio Oreglio, famoso poeta catartico della trasmissione Zelig Circus di Canale 5, che ci racconta di questo progetto. Ma anche dello spettacolo che sta mettendo a punto in questi mesi.
Ci parli di questo che non è solo uno spettacolo, ma una vera e propria iniziativa culturale. Si tratta di un progetto che va oltre la sperimentazione in corso al Caffè Teatro, che mira alla convivenza di un'anima nusicale con una comica. Da un lato il comedian, l'attore, non per forza legato all'umorismo, che intrattiene il pubblico raccontando quello di cui ha voglia di parlare. Poi c'è la musica, una realtà oggi bistrattata: quella leggera è un disastro, si salva solo qualche elemento cantautoriale. Il fatto è che il cabaret ha avuto questa duplice forma all'inizio. Penso a Nanni Svampa, Roberto Brivio, Dario Fo, Enzo Jannacci, Cochi e Renato, Giorgio Gaber. C'è una tradizione che ha sempre usato questo doppio linguaggio e a cui vogliamo riallacciarci rileggendola in chiave moderna.
Un ritorno al passato? Il ritorno alla tradizione è uno degli aspetti, ma non si tratta di nostalgia del bel tempo che fu. Siamo moderni, ma nella modernità c'è uno squilibrio che richiede una messa a fuoco. Oggi siamo abituati a classificare le cose in base all'effetto che suscitano, per cui comicità è uguale a risata. Sì, ma di che tipo? Con tutto il rispetto, ma non si può paragonare Gaber ad Alvaro Vitali. E' vero che fanno ridere entrambi, ma non hanno nessuna affinità. Lo stesso vale per Francesco Guccini e Nek, eppue suonano entrambi. L'affinità si ha tra chi concepisce lo spettacolo nella stessa maniera, andando oltre il risultato immediato. Questo è il nostro obiettivo. C'è il comico che fa ridere per raccontare e quello che racconta per fare ridere. Io racconto, facendo ridere, è così so che la gente fa molta più attenzione ai contenuti di ciò che dico.
Per metterlo in scena ha Samarate. La provincia di Varese si conferma un laboratorio per il cabaret? Assolutamente sì. Ho sempre considerato il Caffè Teatro di Verghera come uno dei templi del cabaret italiano, per quanto la culla sia Milano. Il locale samaratese ha raccolto un'eredità importante. Di posti così non ce ne sono molti: lo Zelig e il Tunnel a Napoli e pochi altri nel nord Italia. Un conto è proporre cabaret, un altro approfondire, studiare, creare. Questo è quello che si può fare a Varese. Amo Zelig, ma difendo a spada tratta il Caffè Teatro.
Ora sta lavorando al suo prossimo spettacolo, che sarà nei teatri dal febbraio 2006. Può anticiparci qualcosa? Il titolo è "Siamo una massa di ignoranti. Parliamone". Sarà nei teatri, accompagnato, come tradizione, da un disco e da un libro. Credo molto in questa formula, che ho seguito anche prima dei momenti catartici con "Ridendo e sferzando". Ho sempre lavorato così e vado avanti.
Riccardo Saporiti |
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